Marcia dei Pacifici

 

 

Marcia dei Pacifici 1

Con la marcia dei Pacifici, tenutasi sabato 11 giugno, si è conclusa a Dairago la “Settimana della Legalità”, evento che ha  permesso di porre al centro dell’attenzione i temi della legalità e della lotta alla criminalità organizzata, attraverso una serie di incontri densi di significati e contenuti.

In particolare è stata ampia la partecipazione di studenti, insegnanti e cittadini dairaghesi alla marcia che, da via della Pace, ha accompagnato i partecipanti fino alla Casa delle Associazioni, dopo una breve sosta nel giardino del Comune, dove i bambini della scuola materna Rossetti Martorelli hanno potuto insignire del ruolo di “Ambasciatore di Pace” la loro direttrice, Maria Grazia Olivetto, la dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Dairago e Villa Cortese, Ornella Barre, e il sindaco di Dairago, Paola Rolfi.

Marcia dei Pacifici 7

Un sentito ringraziamento va proprio alle scuole di Dairago, che hanno organizzato questa iniziativa a conclusione di un percorso scolastico in cui sono stati affrontati i temi della pace e della legalità, un grazie va riconosciuto anche alle associazioni di Dairago che hanno reso possibile questa settimana.

Qui sotto pubblichiamo il discorso di Paola a conclusione della Settimana della Legalità

Con la Marcia dei Pacifici si conclude la Settimana della Legalità che ha visto Dairago porre al centro dell’attenzione questo tema fondamentale.

Gli incontri alla casa delle Associazioni, il film proiettato ieri sera in Oratorio, ci interrogano sul significato più profondo di legalità e su cosa significhi educare alla legalità.

Mi è tornata alla memoria un’intervista di qualche anno fa di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, in cui affermava che educare alla legalità “vuol dire educarci alla responsabilità. La legalità non è un valore in quanto tale, è l’anello che salda la responsabilità individuale alla giustizia sociale, l’io e il noi. Per questo non bastano le regole. Le regole funzionano se incontrano coscienze critiche, responsabili, capaci di distinguere, di scegliere, di essere coerenti.

Il rapporto con le regole non può essere solo di adeguamento, tanto meno di convenienza o paura. L’educazione alla legalità si colloca allora nel più ampio orizzonte dell’educarci insieme ai rapporti umani, con tutto ciò che questo comporta: capacità di riconoscimento, di ascolto, di reciprocità, d’incontro, di accoglienza. Nella consapevolezza che la diversità non solo fa parte della vita ma è la vita, la sua essenza e la sua ricchezza.

Diventano allora fondamentali gli insegnamenti e l’esempio che ognuno di noi quotidianamente dà ai bambini, ai più piccoli.

Gesualdo Bufalino, insegnante e scrittore siciliano, ripeteva che “La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari.

La scuola, quale soggetto formativo ed educatore, svolge un ruolo fondamentale, ma non deve essere vista come una realtà a se stante, deve avere il sostegno e la partecipazione attiva delle famiglie e delle istituzioni.

Tutti siamo chiamati a far capire ai bambini che l’illegalità, le ingiustizie, fino ai fenomeni di criminalità organizzata, nascono da vuoti che tutti noi possiamo riempire. Esistono perché esistono a monte l’indifferenza, l’egoismo, la rassegnazione, il silenzio complice, il pensare solo a se stessi, il disinteresse al bene comune.

Occorre farlo capire non solo a parole, ma con i comportamenti. Educare alla legalità non è fare lezioni astratte sul bene e sul giusto, né solo indicare le regole per garantirli: il bene e il giusto partono dai nostri comportamenti, dai piccoli gesti quotidiani, dall’attenzione per gli altri – soprattutto se più deboli – dalla disponibilità a condividere, dall’impegno nello studio e nel conoscere, dal rifiuto delle semplificazioni e delle scorciatoie.

E’ con questi comportamenti che si affermerà la pace. Perché la pace non è l’assenza di conflitti, non è la tranquillità che nasce dal voltare lo sguardo da un’altra parte quando si incontra qualcosa che non va. La pace, quella vera, è l’affermazione della giustizia, è un traguardo che si conquista ogni giorno con il comportamento e l’impegno di ognuno di noi ed è l’unico traguardo che ci permetterà di costruire tutti insieme un futuro di felicità e di bellezza.

Ringrazio le scuole e le associazioni dairaghesi che, con il loro impegno, hanno reso possibile la prima edizione della Settimana delle Legalità, il mio ringraziamento va anche alla precedente amministrazione ed in particolare a Bianca Maria Calloni, l’assessore che mi ha preceduto e che ha collaborato alla costruzione di questa iniziativa che vogliamo riproporre annualmente.

Dairago, sabato 11 luglio 2016

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